Allo sfinimento vi avrò detto, (ma perdonatemi per questo, è un mio personale motivo di orgoglio affettivo) mio nonno era uno chef. Un cuoco, bello, alto, con due spalle pazzesche, due mani che sembravano palanche, ma tanto leggere da sfiorare i pensieri e degli occhi azzurro cielo. Era un cuoco, nei tempi in cui, la parola chef, aveva un suo peso, un motivo di duro lavoro e tante soddisfazioni. Chef in tempi in cui se eri bravo, e mio nonno lo era davveroo, il ristorante si riempiva di volti noti. Avrò sentito storpiare 1000 volte nomi come Gregory Peck, Rock Carson, Audrey Hepburn, e tanti altri nomi di un certo peso storico. Sono tutti passati per le sue cucine, stretto quella mano poderosa, ordinato piatto da leccarsi i baffi, detto “grazie Alessio”. Lui non si è mai vantato, raccontava cosa mangiavano, non commentava altro, si incavolava quando lo correggevamo perchè storpiava i nomi  e niente più. Uno di quei piatti che tutti amavano era il suo POLLO ALLA VILLEROY, cremose fette morbide ed avvolgenti, che lasciano davvero senza parole. Pochi ingredienti per stupire, che facevano di quel piatto un’acclamazione. Nulla di complicato, ma tanto amato da tutti, venite a leggre gli ingredienti, vi stupirete.

Ingredienti

Fette di Petto di Pollo

Farina

Formaggio a pasta Filante (lui ne usava un tipo che non si triova più, io ho sostituito con delle banali fette di sottiletta)

Olio evo

Burro 1 Cucchiaio

Brandy 1 bicchiere

Sale q,b.

 

Scaldate in padella l’olio ed il burro. Infarinate le fette di pollo. Fatele rosolare bene in padella a fuoco medio alto, da entrambi i lati. Quando sono dorate, sfumate con il brandy, adagiate su ogni fetta il formaggio a pasta filante, salate e coprite con un coperchio. Abbassate la fiamma e cuocete per 5 minuti. Ora godete di tanta semplice bontà, non dimenticate il pane per raccogliere e sublimare del sughetto… Buon Appetito!

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